che ne parliamo a fare?

[9 - 18: queste son situazioni di contrabbando]

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Utente: FaustoilFusto
La penna è più potente della spada, e decisamente più comoda per scrivere

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venerdì, 04 gennaio 2008
Il più sano c'ha la rogna

Correva l’estate del 1994 quando si commentava la decisione del prefetto Improta di aprire una discarica a ridosso della zona ASI giuglianese con la seguente sintetica espressione: amm’ fa’ a fin’ ri ‘zzoccole  (trad.: siamo destinati ad un futuro simile a quello delle pantegane).
Mai si pensava che tale commento - riservato a pochi intimi di una sciagurata comunità, perché alla fine siamo quello che mangiamo a votiamo, vero cari concittadini? - fosse destinato, dopo tanti anni, ad un’intera provincia.
Correva l’anno 1994 quando si brindò a spumante per l’aggiudicazione dell’appalto sul termovalorizzatore ad Acerra: l’altra sede era (sempre) nel giuglianese e sembrò un pericolo scampato per cui si festeggiò.
Cosa mangiamo e votiamo ora è in bella mostra lungo il ciglio della strade, ieri mattina 3 roghi e un blocco, il tutto intercettato in 400 metri.
E quella che il politicante di turno definisce rivolta popolare meriterebbe miglior analisi e più attenti testimoni.
E l’odore acre della spazzatura in fiamme incomincia a ricordarmi vagamente il moscato, quello dello spumante, quello bevuto nel 1994.

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martedì, 30 ottobre 2007
Chi se ne va che male fa (il post annessionista)

Era nell’aria.
I più radicali movimenti indipendentisti hanno dovuto chinare il capo dinanzi alla più civile forma di autodeterminazione messa in atto da un secolo a questa parte.
Cortina d’Ampezzo, prende le sue cose e se va: arrivederci amore ciao, le nubi sono già più in là. In Trentino per la precisione.
Il Veneto, cupo, si lecca la ferita: grida al tradimento perpetrato in quel di Trento e medita di smontare pezzo pezzo le Tofane per trasferirle nella zona ASI di Belluno, così senza rancore.
Ma la soluzione c’è, una rivoluzionaria forma di compensazione territoriale alla cui strategia stanno lavorando gruppi clandestini congiunti di neo-carbonari borbonici e bellunesi, usciti oramai allo scoperto alla luce dei nuovi scenari geo politici e alla luce del sostanziale fallimento sia delle istanze dei movimenti separatisti sia dell’innesto del vitigno Garganega alle pendici del Vesuvio.
Insomma, si lavora per l’annessione di Napoli alla regione Veneto.
Noi ci siamo.
Ciò avverrà occupando il buco, nemmeno troppo metaforico, lasciato dall’ingratissima Cortina, alla luce del motto Cortina d’Ampezzo - ti sei fatta il referendum – e mo’ levati di mezzo.
Se sarà necessario – dinanzi alle prevedibili resistenze del governo centrale - si scenderà in piazza per una grande manifestazione democratica, organizzando un’assemblea permanente con occupazione simbolica del luogo candidato ad essere abitato dal movimento partenopeo-annessionista veneto: l’appuntamento quindi è per l’ultima settimana di dicembre nella ex Cortina, alle piste delle Tofane per la precisione, dove non si esiterà a rivendicare il proprio diritto all’autodeterminazione, ricorrendo anche alla forza mediante l’utilizzo di armi improprie quali sci, snowboard, slittini, pattini, cotechini e bottiglie di spumante.
Aderite numerosi e portate i botti.

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mercoledì, 12 settembre 2007
Funicolare senza corrente

L’amministratore delegato dell’Enel ci sta avvertendo.
L’inverno sarà buio e al gelo perché non ci sono sufficienti scorte energetiche.
Alla prima lavatrice di novembre scatterà il blackout e ci toccherà sciorinare il bucato nella doccia.
Ci dovremo leggere a lume di candela il noiosissimo saggio che ci hanno regalato a Natale, e addormentandoci con il libro sulla faccia, tutto prenderà fuoco insieme a noi.
Faremo 10 piani a piedi per evitare di rimanere bloccati nell’orrido ascensore dell’Inps.
Salveremo i nostri file ogni 3 secondi da veri psicotici col parkinson.
Pagheremo i più loschi individui per riempirci la casa di bombole e monumentali bomboloni con gas di contrabbando che nasconderemo in cantina, nel ripostiglio, nel salotto.
Bomboloni che però non useremo - e sottolineo non - per riscaldarci, alla faccia dell’Enel.
Perché il ministro dell’Ambiente, pure lui, ci sta avvertendo.
Sempre a noi.
L’Italia si sta riscaldando sempre di più, piove poco, il deserto avanza, i ghiacciai si sciolgono, il protocollo di Kyoto è usato come zeppa sotto il tavolo, il lido Liriope sta scomparendo e noi stiamo diventando sempre più nervosi.
E lo dice pure il presidente Napolitano che il cambiamento globale è un problema, aggiungendo: “Ma è essenziale che l'Europa parli con una sola voce".
Ok, mi avete convinto.
Europei, dobbiamo salvare il lido Liriope, tutti insieme al mio 3.
Francesi e polacchi, parlo anche con voi, e non mi fate sgolare.
Dicevo, tutti insieme, al mio 3.
1, 2, e… 3:
TONY, IT'S WARM!!!!!!

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venerdì, 09 marzo 2007
Provincia al palo

Questa notte – ad opera di ignota scioscella di vento proveniente da nordest - è caduto un bel palo della luce.
Non ha centrato nessuno, nemmeno una comitiva di femminazze in libera uscita da otto marzo, ma la provincia è fatta così, sa proteggere la sua ingenerosa e chiassosa prole, tanto basta saper aspettare.
Ora che l’episodio ha alzato il mio livello di attenzione, sto monitorando forma e staticità di un altro palo: questo è in torsione, sembra un fusillo scotto.
Ma secondo me regge ancora.
La provincia arriva puntualmente in ritardo sulla storia, figurarsi sulla cronaca.

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