[9 - 18: queste son situazioni di contrabbando]
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C’era un tempo in cui quella porta in ferro battuto immetteva nel negozio più proibito in città, quello dove l’abito che sceglievi misurava esattamente il rapporto tra i tuoi desideri e il tuo coraggio.
E non c’era D&G che tenesse, perché la sottile tensione del piacere dato da quell’abito vibrava su altre corde, ‘quegli stracciaroli sono geniali ma che c’entrano con me’, diceva la regina di questo piccolo regno.
La regina era Gigi, proprietario, creativo, eccentrico, consigliere dell’immagine e di tante, tante, tante altre cose.
E siccome le vere regine non abdicano mai, lui se ne andò, così, portato via dal male che non rispetta e non aspetta, al pari delle voci di popolo.
Ieri, dopo tanto tempo, sono passata in auto davanti alla porta in ferro battuto di quel regno rimasto chiuso per anni e riaperto da un po’.
“Arredi ed arte sacra”.
La regina avrebbe apprezzato, era un po' moralista in fondo.
Io ho riso fino alle lacrime, in un tempo in cui il sacro non rispetta più niente, nemmeno il profano.
