che ne parliamo a fare?

[9 - 18: queste son situazioni di contrabbando]

Tant'è, probabilmente

Utente: FaustoilFusto
La penna è più potente della spada, e decisamente più comoda per scrivere

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

E mica l'ho scritto io

Zia Mame (Dennis Patrick) .....

Ma che bella gente

Gli hinterprovinciali

Si sta facendo la muffa

oggi
marzo 2009
ottobre 2008
settembre 2008
giugno 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005

Tante Storie

L'anonima blogghisti

Feeds

  • Powered by Splinder

Chi siete? Cosa portate?

portati *loading* fiorini

 
martedì, 16 settembre 2008
Il matematico in giallo

Il soggetto in questione è Carlo Toffalori, matematico e appassionato di libri gialli, un signore che a Sherlock Holmes e al dottor Watson, ad Agatha Christie e ad Hercule Poirot, Nero Wolfe e Archie Goodwin, a Simenon e al commissario Maigret, ma anche a Poe e Borges, agli scacchisti e alle macchine pensanti, ha deciso di dare un voto. In matematica ovviamente.
La matematica al servizio del bene come del delitto, di investigatori e di assassini.

E di assassini di matematici, aggiungerei.
La correlazione tra aspirazione al delitto e matematica è cosa nota.
Soprattutto agli studenti.
In particolare le studentesse.
Di una prof. di matematica.
Di Pollena Trocchia.
Che non sa, davvero non sa, quanto è arrivata vicino ad avere l'onore della sua sagoma tracciata sul pavimento di una classe di biennio, con tanti numerelli intorno, e tutti intorno a dire "vabbè non era poi tanto stronza".

E comunque il libro non è niente male.

Contrabbandato da: Tante | link | commenti (3) |

venerdì, 05 settembre 2008
10 anni dopo

C’era un tempo in cui quella porta in ferro battuto immetteva nel negozio più proibito in città, quello dove l’abito che sceglievi misurava esattamente il rapporto tra i tuoi desideri e il tuo coraggio.
E non c’era D&G che tenesse, perché la sottile tensione del piacere dato da quell’abito vibrava su altre corde, ‘quegli stracciaroli sono geniali ma che c’entrano con me’, diceva la regina di questo piccolo regno.
La regina era Gigi, proprietario, creativo, eccentrico, consigliere dell’immagine e di tante, tante, tante altre cose.
E siccome le vere regine non abdicano mai, lui se ne andò, così, portato via dal male che non rispetta e non aspetta, al pari delle voci di popolo.

Ieri, dopo tanto tempo, sono passata in auto davanti alla porta in ferro battuto di  quel regno rimasto chiuso per anni e riaperto da un po’.
Arredi ed arte sacra”.
La regina avrebbe apprezzato, era un po' moralista in fondo.
Io ho riso fino alle lacrime, in un tempo in cui il sacro non rispetta più niente, nemmeno il profano.

Contrabbandato da: Tante | link | commenti (1) |

martedì, 02 settembre 2008
1.600.000 abitanti (e non sentirseli)

... Avevo dato l'ultimo addio a Harry, una settimana prima, quando la sua bara era stata calata nel terreno gelido di febbraio: e non senza incredulità, pertanto, lo vidi passare, senza un solo cenno di riconoscimento, tra la ressa di sconosciuti dello Strand.

DSCN3147

Contrabbandato da: Tante | link | commenti (3) |
post col risvolto al pantalone