[9 - 18: queste son situazioni di contrabbando]
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Meno male che conservo sempre le bozze
Uno degli aspetti più interessanti dello zen è la sua particolare concezione del vuoto.
Il vuoto zen è tutt’altro che vuoto, è inizio ed essenza di tutte le cose.
Il valore di una casa è nella sua parte interna, vuota.
Una bottiglia ha una sua identità quando racchiude un contenuto.
La ruota gira perchè ha un perno, vuoto.
Il vuoto zen è dinamico, onnipotente, assoluto.
E’ per questo che di fronte ad un cervello zen ci si può solo inchinare:
perchè racchiude l’intero universo, passato presente futuro.
perché non ammette codici, paradigmi, esperienza
perché si autoimmunizza a tutto.
Perché ci sopravviverà.
Perché invaderà e colonizzerà i nostri spazi mentali, inutilmente fortificati.
Non potendo sconfiggere un cervello vuoto, potremo solo attivare meccanismi di autodifesa di natura omeopatica:
- tagliando la testa che racchiude il suddetto cervello (il kendo è pratica zen)
- eseguendo una mossa di aikido, karate, judo (le arti marziali sono pratiche zen).
Per evitare conseguenze penali le alternative sono:
- recitare in loop ‘Il bove’ di Carducci (la poesia è pratica zen)
- cucinarvi un monumentale peperone imbottito e mangiarvelo (l’arte culinaria è pratica zen).
L’insulto no, quello non è zen.