[9 - 18: queste son situazioni di contrabbando]
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il marito della beige
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la risorsa umana
post col risvolto al pantalone
portati *loading* fiorini
Nel sumo il lottatore si posiziona a gambe larghe con le ginocchia piegate e, alternativamente, solleva le gambe in aria sbattendo violentemente i piedi a terra. Il movimento ha finalità ginniche di stretching ed anche rituali per allontanare demoni ed intimorire l’avversario.
Nel poker il bluff è una delle pratiche più usate e consiste nell’ intimorire l’avversario con ingenti puntate al fine di costringerlo ad abbandonare la partita in modo da potersi aggiudicare facilmente l’intero ammontare del piatto.
La morra consiste nell'indovinare la somma dei numeri che vengono mostrati con le dita da due giocatori che - simultaneamente - tendono il braccio mostrando il pugno oppure stendendo un numero di dita a scelta, mentre gridano quasi a voler intimorire l’avversario.
Per difendere il proprio territorio il gatto cerca di intimorire il suo avversario attraverso comportamenti rituali che possono andare dal semplice atteggiamento minaccioso al pelo irto, alle sferzate di coda, all'"urlo di guerra".
E così via.
Alcuni miliziani iracheni hanno annunciato che rapiranno Harry d’Inghilterra, gli taglieranno le orecchie regali con una pattada sarda e le spediranno all’indirizzo della nonna di Buckingham Palace a mezzo DHL.
Se non è chiarezza questa…
Otto persone, che non si conoscono tra di loro, vengono invitate a trascorrere qualche giorno in una splendida villa costruita su di un'isola al largo delle coste del Sud.
Nessuno di loro conosce il padrone di casa, ma tutti accettano l'invito, spinti dalla curiosità o per esigenza.
Al loro arrivo nella lussuosa dimora trovano solamente due cameriere che li avvertono dell'assenza del padrone di casa.
Incorniciata sopra il camino fa bella mostra di sè una filastrocca che racconta di come 10 piccoli indiani scompaiono lentamente, uno ad uno....
DIECI PICCOLI INDIANI di Agatha CHRISTIE
thriller in 3 atti
20 e 21 aprile 2007 - ore 20.30
22 aprile 2007 - ore 18.30
Teatro ‘IL PICCOLO’
Piazzale Tecchio - Napoli
Produzione: Esperienza Teatro
‘Chicco è mottooooo..!!!’
Questo è il saluto straziato della piccola Federica mentre mi entra in casa.
Motto?
Chicco?
E chi è?
In un mare di lacrime, muco e singhiozzi capisco che è il coniglietto nano, domiciliato sul balcone della Federica che ne è anche proprietaria e custode.
Un balcone panoramico, rifinito ed accessoriato con servizi e cassetta: con un gradino dal quale spesso Chicco si sporgeva incautamente, salvo poi rientrare appena la Federica gli faceva un fischietto. E da questa notte Chicco non c'è più.
Ed è su tali drammatiche premesse che è iniziata la mia indagine.
Da una prima ricognizione fatta sotto il balcone della vittima non si sono ravvisate frammenti di denti, peli, orecchie di coniglio, segni di collutazione.
La salma di Chicco non c’è, quindi non è detto che sia motto, è solo scomparso.
La mia considerazione fa piangere la Federica ancora più forte.
Ma se è sparito (o motto) ciò è avvenuto prima o dopo l’eventuale caduta?
Delitto o Incidente?
I delitti più efferati avvengono in famiglia ed è in tale contesto che ho dato inizio ai primi interrogatori.
I maggiori indiziati, in assenza di maggiordomo, sono risultati essere due consanguinei della Federica:
1) Luigiotto, il di lei fratellino (quindi convivente di Chicco)
2) La nonna (vicina di casa della vittima).
Luigiotto ha dimostrato di avere un alibi di ferro avendo trascorso tre giorni al Santobono per un piccolo incidente all’occhio che gli ha fatto saltare la gita a Gardaland: dall’occhio sbendato si intuisce che è un po’ avvilito e parecchio incazzato, non si capisce se per Chicco o Gardaland, ma ciò è abbastanza irrilevante ai fini dell’indagine.
La nonna si è dimostrata un osso duro.
Non ha alibi e nessun testimone ma ha negato qualsiasi implicazione, sostenendo di aver avuto in passato un diverbio con Chicco per questioni di igiene condominiale ma che non sarebbe arrivata certo ad un delitto per questo motivo, anche perché con il tempo Chicco aveva imparato a fare i suoi bisogni nella cassettina.
Con tono sprezzante ha poi aggiunto che per lei il coniglio per essere cucinato alla cacciatora deve essere almeno di un chilo e seicento altrimenti non lo considera nemmeno: si esclude quindi un delitto passionale di matrice gastronomica (e posso confermarlo: la nonna della Federica quando fa il coniglio alla cacciatora usa un ruoto di rame extra-extra ma proprio extra large).
Niente cadavere, nessun movente, nessun indizio. Non c’è ragione per proseguire.
Alla Federica ho comunicato le mie conclusioni: Chicco si sentiva solo ed è andato a cercarsi una Chicca. Lei mi chiede se tornerà. Lascio il quesito senza risposta.
La mia conclusione personale è che non di delitto si può parlare – e nemmeno di fuga - ma di scomparsa: assoluta quanto inspiegabile, misteriosa, inviolabile.
Ho dato risposta a tutti i vostri quesiti? Dice proprio così: quesiti. Nell’incertezza del suo italiano o nella certezza del suo latino?
Ne abbiamo posti pochi, lui ne ha indovinati molti ed elusi. Ma rispondiamo che sì. Ed è vero.
(L. Sciascia, La scomparsa di Majorana)
E viva, possibilmente.