[9 - 18: queste son situazioni di contrabbando]
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Tante in Prova
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il marito della beige
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la risorsa umana
post col risvolto al pantalone
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...Se vi ritrovate a fare i conti con una situazione affettiva instabile, forse sarebbe meglio, per il momento, sospendere il giudizio e aspettare che gli eventi chiariscano meglio le emozioni reciproche. Non avete le idee chiare, di conseguenza non potete decidere....
Io vedo tutto chiaro, ma la manutenzione di un carattere è arte difficile.
Prendere un post vuoto e mettere dei cubetti di soggetto, predicato, complemento.
(e pure qualche avverbio, ma sì...)
Spruzzare gli interstizi di pampuglia sociologica e coriandolini di questione meridionale.
Citare uno scrittore e un giornalista (che a loro volta esprimono concetti altrui),
Spolverare con un po’ di critica storica d’accatto e provocazioni di ritorno (su Napoli?... e che ci vuole…)
Il risultato non è buono, ma nemmeno cattivo.
E’ una broda sciapita.
E’ il Facci dry.
Questa meraviglia qua.
Ci sono due uomini seduti ad un tavolo.
Uno vestito di bianco, l’altro di nero.
Entrambi dipanano un gomitolo di lana..
Il nero parla ininterrottamente… un monotono, immenso fiume di parole.
Il bianco non risponde.
Il postino porta una lettera, fa domande sulla vita.
Nessuna risposta.
L’uomo vestito di bianco e l’altro di nero sono circondati da persone.
Silenziosamente assistono.
E ci sono anch’io.
Incantata dal gomitolo di lana rossa, il vero protagonista della scena.
Anch’io vestita di nero, penso, ininterrottamente, un immenso fiume di pensieri.
Mi faccio domande sul presente e soprattutto sul futuro.
Futuro prossimo.
Una su tutte: ma dopo riuscirà Pellone con il suo ripieno di scarola a ripagarmi di questo supplizio?
... voglio cucinarmi la calamarata e non mi trovo il calamaro!
Scendo un attimo in cartoleria, faccio in un attimo.
Ho un discreto senso della realtà.
Ne farei a meno, ma ce l'ho, attaccato al mio cervelletto come una big-babol.
E questa big babol l’ha masticata per primo Rubik nel 1982.
Lui e il suo meraviglioso cubo.
Quando l’agognato oggetto è stato mio le ho provate tutte.
Arancione, verde, rosso.
Quando ho completato la prima faccia ho esultato.
Quando ho completato la seconda ho volato.
Quando mi sono fermata per sempre lì, l’amore per il cubo si è schiantato. Irrimediabilmente.
Ovviamente alla fine l’ho completato, perché con il microcacciavite della Singer si smontava con una certa facilità: mi sembrava un peccato non ricomporre l’oggetto nella sua iniziale perfezione cromatica.
Non ho imbrogliato, ho solo combinato un necessario senso (psicotico) della realtà con un (nascente) pensiero laterale.
Tempo effettivo: molto meno di 11 secondi
Sono 2 anni che ho sul comodino "Donne che corrono coi lupi". L'ho iniziato almeno 10 volte, e ogni volta, in qualche sostantivo tra la ventesima e la trentesima pagina mi sono inabissata... non riesco ad andare avanti, è più forte di me. E siccome quando forzo una lettura finisco con odiarne l'oggetto, lascio perdere. Le donne che corrono sul mio comodino sono state sorpassate a sinistra, e pure a destra, sopra, sotto, da Sartre, Palahniuk, Asimov, Tolstoj, da improbabili autori indiani, dai miei amatissimi scrittori americani, da giallisti piemontesi, sorprese sconosciute e raccomandatissime cialtronate. E' giunto il momento di provare l'undicesima: se mi inabisso ancora, lo regalo alla beige e non se ne parla più.
[MIm] [LAm7] [RE] [SOL4][SOL] [SOL/FA#] [MIm]
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I A M A
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