[9 - 18: queste son situazioni di contrabbando]
aitan in Le grandi frasi del ...
Tante in Prova
utente anonimo in Prova
i will survive
il marito della beige
il mio piede sinistro
il vescovo
la risorsa umana
post col risvolto al pantalone
portati *loading* fiorini
Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita.
Questo blog è volenterosamente rispettoso degli altrui orientamenti e soprattutto della consecutio temporum, dell'uso del congiuntivo e della grammatica in generale.
Ciò premesso e ciò nonostante:
per la realizzazione dei post di questo blog nessun utente facebook viene/verrà maltrattato
La risposta italiana alla buonanima Anna Politoskaia: Bruno Vespa al supermercato con Tommaso il mite alcolista.
Prossimamente.
Il soggetto in questione è Carlo Toffalori, matematico e appassionato di libri gialli, un signore che a Sherlock Holmes e al dottor Watson, ad Agatha Christie e ad Hercule Poirot, Nero Wolfe e Archie Goodwin, a Simenon e al commissario Maigret, ma anche a Poe e Borges, agli scacchisti e alle macchine pensanti, ha deciso di dare un voto. In matematica ovviamente.
La matematica al servizio del bene come del delitto, di investigatori e di assassini.
E di assassini di matematici, aggiungerei.
La correlazione tra aspirazione al delitto e matematica è cosa nota.
Soprattutto agli studenti.
In particolare le studentesse.
Di una prof. di matematica.
Di Pollena Trocchia.
Che non sa, davvero non sa, quanto è arrivata vicino ad avere l'onore della sua sagoma tracciata sul pavimento di una classe di biennio, con tanti numerelli intorno, e tutti intorno a dire "vabbè non era poi tanto stronza".
E comunque il libro non è niente male.
C’era un tempo in cui quella porta in ferro battuto immetteva nel negozio più proibito in città, quello dove l’abito che sceglievi misurava esattamente il rapporto tra i tuoi desideri e il tuo coraggio.
E non c’era D&G che tenesse, perché la sottile tensione del piacere dato da quell’abito vibrava su altre corde, ‘quegli stracciaroli sono geniali ma che c’entrano con me’, diceva la regina di questo piccolo regno.
La regina era Gigi, proprietario, creativo, eccentrico, consigliere dell’immagine e di tante, tante, tante altre cose.
E siccome le vere regine non abdicano mai, lui se ne andò, così, portato via dal male che non rispetta e non aspetta, al pari delle voci di popolo.
Ieri, dopo tanto tempo, sono passata in auto davanti alla porta in ferro battuto di quel regno rimasto chiuso per anni e riaperto da un po’.
“Arredi ed arte sacra”.
La regina avrebbe apprezzato, era un po' moralista in fondo.
Io ho riso fino alle lacrime, in un tempo in cui il sacro non rispetta più niente, nemmeno il profano.
... Avevo dato l'ultimo addio a Harry, una settimana prima, quando la sua bara era stata calata nel terreno gelido di febbraio: e non senza incredulità, pertanto, lo vidi passare, senza un solo cenno di riconoscimento, tra la ressa di sconosciuti dello Strand.

I took my love down to violet hill
There we sat in snow
All that time she was silent still
So if you love me
Won’t you let me know?
Tresor Dorè?
Cari amici cinesi:
- Pocket mocaccino
- Giotto
- Barretta Children - Children maxi
- Mon Amour
- Operetta
- Giardino botanico
- Nutessa- esso e o’ malament’
Poi attacco con il tarocco a casa vostra:
- Involtini mezza stagione
- riso canterino
- panzarotti/crocchè di sorbetto / gelato fritto di paranza
- pollo all’orzata pralinato
(e se mi va poi continuo, che a fantasia qua non si fanno prigionieri cinesi)
La storia che fluisce tra gli anni 70 e 80 piroettando e sculettando come solo un sambista è in grado di fare in un bagno di sangue e di pallottole mi è piaciuta.
La condanna del vivere in una favela di Rio che niente ti regala se non un incessante istinto famelico della sopravvivenza tra chi ha più fame di te.
Cabeleira
Cabelo Calmo
Vida Boa
Camundongo
Ze Pequeno
Manè Galinha.
…. E altri 100 come loro.
E muoiono tutti con del piombo in corpo.
Ma l’epica della violenza esige adeguata contropartita di eroi, Paulo Lins lo sa bene.
E lo so anch’io. Come so anche che ogni epos merita la sua eccezione: Manè Galinha lo è.
Da Paulo Lins non ho avuto risposta, quindi dopo questo ultimo appello procederò.
Rapirò Paulo Lins.
Perché Manè Galinha non deve morire.
Lo convincerò e scrivere Città di Dio 20 anni dopo (o la vendetta, parte II, scontro finale) con il ritorno di Manè Galinha.
E ho già un paio di idee per il verosimile rientro di Manè:
1) era tutto un grande sogno.
2) era una simulazione perché Manè Galinha era un informatore della polizia che lo ha inserito in un programma di protezione nel Paraiba dove Manè ha vissuto 20 anni facendo il rosticciere.
3) è morto davvero ma poi è stato resuscitato da un rituale Umbanda.
4) era semplicemente svenuto di indigestione perché il churrasco di Zè Gordo fa più danni di una pistolettata nella panza.
5) era solo un po’ stordito perché sul satellite si era visto 5 minuti di ‘Italia al voto’ del tg1.
E mica mi mancano altre varianti ma a ognuno il suo mestiere.
Non voglio sentire ragioni, con le buone o con le cattive: Paulins, datti da fare.
Il post tradizionalista, sebben che siamo (donne, ma anche no)
Considerata l’incapacità della tenutaria di pianificare e gestire un ciclo completo di trattamento dei post, il suddetto blog viene COMMISSARIATO.
Il commissario straordinario designato avrà il compito di predisporre piani per la postificazione differenziata, il commento riciclato, lo smaltimento dell’indifferenziato sui blog di altre regioni italiane.
(e che non protestino, non è proprio cosa).
Correva l’estate del 1994 quando si commentava la decisione del prefetto Improta di aprire una discarica a ridosso della zona ASI giuglianese con la seguente sintetica espressione: amm’ fa’ a fin’ ri ‘zzoccole (trad.: siamo destinati ad un futuro simile a quello delle pantegane).
Mai si pensava che tale commento - riservato a pochi intimi di una sciagurata comunità, perché alla fine siamo quello che mangiamo a votiamo, vero cari concittadini? - fosse destinato, dopo tanti anni, ad un’intera provincia.
Correva l’anno 1994 quando si brindò a spumante per l’aggiudicazione dell’appalto sul termovalorizzatore ad Acerra: l’altra sede era (sempre) nel giuglianese e sembrò un pericolo scampato per cui si festeggiò.
Cosa mangiamo e votiamo ora è in bella mostra lungo il ciglio della strade, ieri mattina 3 roghi e un blocco, il tutto intercettato in 400 metri.
E quella che il politicante di turno definisce rivolta popolare meriterebbe miglior analisi e più attenti testimoni.
E l’odore acre della spazzatura in fiamme incomincia a ricordarmi vagamente il moscato, quello dello spumante, quello bevuto nel 1994.
Drin
Driin
Driiin
Driiiiin
Driiiiiin
Driiiiiiiin
Driiiiiiiiin
Driiiiiiiiiinn
Driiiiiiiiiiiinnn
Driiiiiiiiiiiiiinnnn
Driiiiiiiiiiiiiiiiinnnn………iiin……………iiiiiiinnn i……iiinn…………in in ………..
- Vabbè, questa è sempre la segretaria telefonica di Tante, lei ora è immensamente impegnata a fare cose inutili per l'abbattimento del colesterolo e del riscaldamento globale, però lasciate un messaggio dopo il segnale e se sopravvive al capitone e agli struffoli vi richiamerà, ma anche no, nel senso che potrebbe schiattare, quindi se ci tenete proprio perchè ad esempio dovete riavere del danaro, richiamate voi, e pure in fretta.
(segnale): Obladì, obladà, life goes on bra...la, la, how the life goes on.
Obladì, obladà, life goes on bra ...la, la, how the life goes on....
… Ecchecà, ma chest nun ce sta manc a fine ell'urdeme ell'ann'..... PROOOONTOOO? … casa Perchè Polemizziamo a Fare? … pronto?.... signora, sempre l’ispettore capo Balzagliocchi...ma lei sicuro che sta bene?? .. le rinnovo di nuovo nuovamente la mia urgenza di rapportarmi telefonicamente con lei per chiederle notizie in merito a tale Baltasar Remaggio, extracomunitario piuttosto nero trovato a vagabondare in zona circumvallazione. L'uomo era in compagnia di alcuni connazionali che si sono dati alla fuga nei campi... lui, in evidente stato confusionale, non aveva documenti ma in borsa gli abbiamo trovato, scacchi, tarocchi, 10 castagne lesse e alcuni panetti di sostanza stupefacente in confezione regalo.... Lui sostiene trattasi di mirra, ma è chiaramente hashish..., probabilmente destinata alla vendita sul mercato locale. Remaggio sostiene di essere di passaggio, destinazione località del medio oriente e questo alimenta in noi il sospetto trattasi di un uomo di al quaeda... afferma che lei potrebbe riconoscerlo in quanto ieri le ha fatto l'oroscopo alla fermata dell'autobus e avete scambiato due chiacchiere.
Signora si relazioni con me per favore per verificare l'identità del sospettato, non abbia timore... buona fine e buon principio...
(segue...)
E’ stato tale Neil Papworth ad inviare il primo SMS della storia, esattamente 15 anni fa.
Un innocuo messaggino spedito sperimentalmente, con un bel ‘Merry Christmas’ perchè al buon Neil faceva difetto la creatività e non venne in mente niente di meglio davanti al tacchino della vigilia: ei fu, destinato ad inaugurare una nuova era linguistico/comunicativa.
E lasciamo perdere le implicazioni emotive insite in un messaggino (in particolare nei puntini sospensivi), l’ambiguità dell’espressione a 160 caratteri, l’audacia che difficilmente si riproduce dal vivo: questo è altro, chiamasi coraggio a pieni pollici e non interessa questo post.
E’ evidente però che una nuova sintassi ha preso piede, nell’sms il risparmio è quasi sempre guadagno e quindi ecco nuove combinazioni, la crisi del grafema e il crollo del fonema.
La sintesi, in estrema sintesi.
Ed emblematico l’allarme lanciato dall’insigne linguista Tullio De Mauro:
«Sono smpr di + i r@g@zzi ke orm@i si r@pport@no @ll@ p@rol@ scritt@ sl @ttr@v i tasti & il display del cell. Con risultati deprimenti: un@ sort@ di tekno-esper@nto dove i smbl & le icone sostituisc. concetti, le @bbr. prendono il posto delle fr@si & le singole lettere vengn usate @ k@s@ccio».
(questa dichiarazione Le costa 2 sms, caro Prof.)
(Aggiornamento doveroso, che la storia la scrivono i vincitori) Mi fanno notare che il Neil Papworth era di lontane origini italiane: suo nonno si chiamava Nello Zizzadegna ed arrivò ad Ellis Island nei primi anni 30. Fu il padre ad americanizzare il cognome. Ed è una nota significativa perchè Neil alla vigilia di Natale di 15 anni fa non stava mangiando un tacchino bensì una reinforcement salad che gli valse non un semplice Merry Christmas nel suo mitico sms bensì un Merry Christmas!! con ben 2 punti esclamativi.
La radio a quest’ora è una autentica rivendita di musica anni 80.
Non se ne può più, però che bello….
Mi toccherà mettere le mie prime 5, prima o mai, rivelando generazionalmente il mio oscuro passato filopaninaro (che, come era ovvio, non poteva non condurre che ad incerto presente).
Per ora la mia numero uno, la mia borderline, firmata Nile Rogers (che Bowie c'entra poco, a parte le corde vocali), di cui conservo ancora il disco manco fosse una reliquia.
Quella che alle medie mi faceva ballare accanto al giradischi.
Che mi piace sempre di più, ancora oggi.
E che mi fa piacere anche le più indegne delle sue cover.
(Ta-ta-ta-ta …. …Ta-ta-ta-ta ……….ta-ta-ta-ta ……… Ta-ta-ta-ta..........)
Elementi portanti di una lettera di commiato.
Incipit
- Avrei preferito parlarti a voce, infine ti scrivo…
- Ho creduto che il tuo amore fosse per me…
- Non ti ho mai mentito e non comincerò a farlo oggi…
- Sono un vero bastardo ….
- Sento che non potrò diventare per te un amico….
- Ti ho amata a modo mio e continuerò a farlo, non cesserò di portarti con me….
- Avrei preferito che le cose andassero diversamente…...
- Sento di non meritarti….
Epilogo
- Perdonami/dimenticami.
- Abbi cura di te.
Tra l’incipit e l’epilogo inserire almeno 10 righe, anche di scarsa qualità, anche bianche.
(Insomma, soliti esercizi di stile)
La democrazia, preziosa come un diamante e per questo tanto tanto tanto tanto fragile.
Sarà per quello che Musharraf tiene tutto in cassaforte?
Era nell’aria.
I più radicali movimenti indipendentisti hanno dovuto chinare il capo dinanzi alla più civile forma di autodeterminazione messa in atto da un secolo a questa parte.
Cortina d’Ampezzo, prende le sue cose e se va: arrivederci amore ciao, le nubi sono già più in là. In Trentino per la precisione.
Il Veneto, cupo, si lecca la ferita: grida al tradimento perpetrato in quel di Trento e medita di smontare pezzo pezzo le Tofane per trasferirle nella zona ASI di Belluno, così senza rancore.
Ma la soluzione c’è, una rivoluzionaria forma di compensazione territoriale alla cui strategia stanno lavorando gruppi clandestini congiunti di neo-carbonari borbonici e bellunesi, usciti oramai allo scoperto alla luce dei nuovi scenari geo politici e alla luce del sostanziale fallimento sia delle istanze dei movimenti separatisti sia dell’innesto del vitigno Garganega alle pendici del Vesuvio.
Insomma, si lavora per l’annessione di Napoli alla regione Veneto.
Noi ci siamo.
Ciò avverrà occupando il buco, nemmeno troppo metaforico, lasciato dall’ingratissima Cortina, alla luce del motto Cortina d’Ampezzo - ti sei fatta il referendum – e mo’ levati di mezzo.
Se sarà necessario – dinanzi alle prevedibili resistenze del governo centrale - si scenderà in piazza per una grande manifestazione democratica, organizzando un’assemblea permanente con occupazione simbolica del luogo candidato ad essere abitato dal movimento partenopeo-annessionista veneto: l’appuntamento quindi è per l’ultima settimana di dicembre nella ex Cortina, alle piste delle Tofane per la precisione, dove non si esiterà a rivendicare il proprio diritto all’autodeterminazione, ricorrendo anche alla forza mediante l’utilizzo di armi improprie quali sci, snowboard, slittini, pattini, cotechini e bottiglie di spumante.
Aderite numerosi e portate i botti.
Drin
Driin
Driiin
Driiiiin
Driiiiiin
Driiiiiiiin
Driiiiiiiiin
Driiiiiiiiiinn
Driiiiiiiiiiiinnn
Driiiiiiiiiiiiiinnnn
Driiiiiiiiiiiiiiiiinnnn………iiin……………iiiiiiinnn i……iiinn…………………..
- Ciao, questa è sempre la segretaria telefonica di Tante, lei ora è davvero impegnata a fare cose abbastanza inutili però lasciate un messaggio dopo il segnale e vi richiamerà, ma anche no, quindi se ci tenete proprio perchè ad esempio dovete riavere dei soldi, richiamate voi.
(segnale): parlami d'amore Mariùuuuuu, tutta la mia vita sei tuuuuuu, gli occhi tuoi belli brillanoooooo, fiamme di sogno scintillanooooo....
… Uff, ecchecà, ma chest nun ce sta maie... PRONTOOO? … casa Che Ne Discutiamo a Fare? … pronto?.... signora, sono sempre l’ispettore capo Balzagliocchi... le reitero la mia urgenza di relazionarmi telefonicamente con lei per notificarle verbalmente un ritrovamento in zona suburbana. Appena è possibilitata a farlo, si relazioni telefonicamente con me, non abbia timore... di nuovo nuovamente.
(segue...)
Dice Bruce Nauman che qualsiasi cosa un artista faccia nel suo studio crea dell’arte.
(indipendentemente dal prodotto quindi, arte è l’azione stessa del creativo, nel suo intento di ottenere opere che devono arrivare di getto, sostiene Nauman).
Quindi se Nauman si fa una dormita nel suo atelier sperando di sognare sua zia Eveline per avere da lei una somma ispirazione, il suo sonno è un’opera d’arte di per sè, anche se la zia Eveline gli dà solo un terno al lotto.
Che la rossa coloritura della fontana di Trevi ad opera del visionario in cappellino più che ad un’estetica futurista si ispiri al maestro americano invertendone i dettami (il getto che arriva nell’opera) non è ipotesi da tralasciare
(indipendentemente dalla cazzata prodotta quindi, conta l’azione stessa del cretino nel suo intento di ottenere un’opera che deve arrivare di getto: anche portata in un secchio, se necessario).
Che la spettacolare coloritura della fontana di Trevi più che ad un orientamento concettuale si ispiri ad un’estetica metaforica non è ipotesi nemmeno da trascurare.
La metafora come chiave di lettura: rosso, come il conto corrente dell'italiano medio.
Da qui la necessità di sorvegliare i maggiori monumenti del Paese per evitare che ignoti simbolisti del piffero rappresentino visivamente la riduzione del loro potere di acquisto tinteggiando di verde Palazzo Koch, disegnando lacrime amare sul volto del Cristo del Cenacolo leonardesco, mettendo le mutande al David di Michelangelo.
A A A . integrazione salariale cercasi.
Si accettano, in mancanza di denaro contante, buoni pasto.
In alternativa vanno bene anche sigarette nazionali ed estere, carte telefoniche, marche da bollo, sale, gasolio, profumi, botti di Capodanno, punti Esso.
Tassativamente non si accettano biglietti della lotteria e titoli bancari.
Gli interessati possono lasciare il fagotto con i beni, preferibilmente in piccolo taglio, appoggiandoli sulla piattaforma sindacale situata al largo di piazza S.Giovanni.
Drin
Driin
Driiin
Driiiiin
Driiiiiin
Driiiiiiiin
Driiiiiiiiin
Driiiiiiiiiinn
Driiiiiiiiiiiinnn
Driiiiiiiiiiiiiinnnn
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- Ciao, questa è la segretaria telefonica di Tante, lei ora non c'è, lasciate un messaggio dopo il segnale e vi richiamerà, ma anche no, quindi se ci tenete proprio richiamate voi.
(segnale): Vanno i treni sopra il mare tutto blu / e le gondole bianche sbocciano nel crepuscolo sulle canne dei bambù... ...du,du, du, duuuuuuuuuuu….
… ehm, pronto? Ma che è... il segnale? … casa A Fare Che Ne Parliamo? … pronto?....signora, sono l’ispettore capo Balzagliocchi. Ho urgenza di relazionarmi telefonicamente con lei per verbalizzarle un ritrovamento in zona suburbana. Appena è possibilitata a farlo, si relazioni telefonicamente con me.
(segue)
Gentili italiche, egregi italici,
in questo momento di gaudio ed orgogliosa riflessione
su ciò che foste sarete e siete come popolo e nazione,
vorremmo a voi spiegar quel che non fu svelato prima
e per maggior nostra chiarezza abbandonerem la rima.
Smettetela.
Sme-tte-te-la.
Dovete farvene una ragione, non è più tempo di feste e festini a celebrazione della menzogna, quella che da 600 anni vi bevete come la sambuca nel primo caffè del bar della stazione.
Quel signore con quel caschetto assurdamente messo in piega, quello che avevate sulle 5mila lire, non ha scoperto proprio niente; per carità non diciamo che non abbia scoperto niente-niente, magari ha scoperto una caletta, un uovo, una maestra di spagnolo, ma per questo si finisce in un rialiti sciò, mica sulla cartamoneta, sui monumenti.
Non è che lui ci abbia scoperto, siamo noi che lo abbiamo raccattato al lido di Bay Pawnee – che nel nostro idioma vuol dire cavalli di aspetto gradevole anche se di piccola taglia - che era pure chiuso per bassa stagione: insomma, dicevamo, che questo tizio col caschetto vagava sulla spiaggia senza meta in compagnia di una ciurma orridamente tatuata e piena di pidocchi che ci facevano anche un po’ ribrezzo però li abbiamo curati, perché l’ospitalità è sacra nonostante il fetore e la dissenteria.
Li abbiamo ospitati, dissetati, sfamati, lavati e loro, forse per riconoscenza, ci hanno dato qualche collanina con degli specchietti, roba da far giocare i nostri figli insomma: noi mica volevamo qualcosa in cambio, però per non offenderli abbiamo accettato quella paccottiglia e poi, visto che erano sulla via di casa li abbiamo equipaggiati con delle scorte di patate, mais e pomodori, un po’ di erba, qualche otre di vino e un po’ di calici e stoviglie d’oro.
E da quel momento non ce ne siamo liberati più.
Ancora oggi tornano ogni anno e, con la scusa che vogliono celebrare il Columbus Day, mangiano, bevono, sporcano, si gemellano, fanno le sfilate, festeggiano per tutta una settimana “l’orgoglio italico in terra americana e nel mondo” portandosi mogli, figli, portatrolley e chissà chi altro lungo la quinta strada.
Perché non portate l’orgoglio italico nei vostri hinterland così non ci rompete l’anima?
Ci avete stremato che nemmeno i conquistadores.
E siccome i vostri tardivi complessi di colpa non ci interessano facciamo cosi: pari e patta, e smettetela di mandarci esploratori, missionari, ministri, amministratori delegati, ve lo chiediamo come cortesia, individui così li generiamo anche noi e abbiamo i nostri problemucci.
Il nostro è il paese delle opportunità, la cui storia è stata scritta da chiunque avesse nelle vene il fuoco inesauribile dell’avventura, quel wandergeist germanico che non dà pace ma l’impulso e il coraggio di affrontare un ignoto destino senza mai voltarsi indietro.
Ma oggi gli avventurieri che ci interessano sono altri, quelli che si spingono tra le incerte brume del pensiero e della ricerca, quelli che qualche volta ci scappa il Nobel e a voi non resta che mendicare meriti che nulla concedono alle origini: quegli avventurieri vengono già da noi, perché siete un po’ troppo fessi per tenerveli.
Cordialità. I precolombiani.
Platini ha fatto carriera come dirigente. Perché alcuni dei nostri, tipo Rivera e Zoff, non sono entrati nelle alte sfere del calcio?
"E chi li propone? L'uomo di Bari? Matarrese, per chiarezza?"
Senta, è vero che quando Matarrese entrò nei vostri spogliatoi per complimentarsi dopo la vittoria sul Brasile, Tardelli gli tirò uno zoccolo?
"Se ricordo bene gli zoccoli in volo erano più numerosi. Finché il gioco al massacro lo fanno i giornali, passi, ma se partecipa uno che dovrebbe stare dalla tua parte la squadra non dimentica. Dopo un esordio discreto, la seconda e la terza partita erano roba da spararsi, ma non potevo spararmi, dovevo andare avanti. Finché è venuta fuori la squadra del 78, la mia vera squadra del cuore".
L'intervista concessa da questo signore friulano è una meraviglia.
(Edimburgo - celebre umorismo scozzese, frammento)
L'antitrust di Bruxelles ha concesso il via libera all'acquisizione di alcune attività di Abn Amro da parte di Royal Bank of Scotland, pur rilevando limitate 'sovrapposizioni orizzontali' tra RBS e Abn (da il Sole24 Ore)